Vendemmia: come si produce un buon vino

Vendemmia: come si produce un buon vino

È iniziata la vendemmia a Villa da Vinci: nei vigneti che costeggiano la Villa, e che portano i nomi degli appezzamenti di terreno della famiglia di Leonardo, si raccolgono i grappoli di uve rosse e bianche per la collezione Villa da Vinci. La vendemmia è uno dei momenti più attesi dai viticoltori, e anche uno

È iniziata la vendemmia a Villa da Vinci: nei vigneti che costeggiano la Villa, e che portano i nomi degli appezzamenti di terreno della famiglia di Leonardo, si raccolgono i grappoli di uve rosse e bianche per la collezione Villa da Vinci.

La vendemmia è uno dei momenti più attesi dai viticoltori, e anche uno dei rituali più antichi e importanti del calendario agricolo. L’immaginario che tutti conoscono è fatto di cesoie, cappello di paglia, cassette da riempire e filari gonfi di grappoli maturi. La vendemmia è colori, profumi e allegria, un momento di festa e di condivisione. Oltre all’aspetto folkloristico, la vendemmia è una parte saliente del lavoro vitivinicolo e la sua impostazione – oltre che le fasi successive – contribuisce a caratterizzare il vino che finirà nel bicchiere.

Non c’è un giorno prestabilito a calendario di inizio vendemmia, ma generalmente avviene in tre periodi: agosto-settembre, settembre-ottobre, ottobre-novembre. Inizia quando le uve raggiungono il giusto grado di maturazione, per cui dipende da alcune variabili come il clima e la temperatura. Più a lungo l’uva resta sulla pianta, maggiore sarà il suo contenuto zuccherino e minore l’acidità. Una maturazione protratta nel tempo, porta a vini passiti e quelli che vengono chiamati “vendemmia tardiva”.
Per esempio, per il Vin Santo della collezione Villa da Vinci i migliori grappoli sono raccolti a mano e lasciati asciugare fino al febbraio successivo alla vendemmia, per conferire al vino una dolcezza intensa e ricca.

Casale di Valle in Vinci

Casale di Valle in Vinci

Casale di Valle in Vinci

Casale di Valle in Vinci

Casale di Valle in Vinci

Casale di Valle in Vinci

La prima fase della vendemmia consiste nella raccolta dei grappoli. Se si raccolgono a mano, si dice vendemmia manuale, mentre se si raccolgono con l’aiuto di macchine, la vendemmia è definita meccanica.
La vendemmia eseguita a mano comporta alcuni vantaggi qualitativi: il grappolo è intatto, si possono effettuare raccolte selezionate per individuare i frutti perfettamente maturi e sani. La vendemmia meccanica garantisce un risparmio di tempo e la possibilità di raccogliere tutti i frutti nel loro ideale stato di maturazione, ma non sempre è praticabile nei vigneti che per esempio hanno una forte pendenza, o sono in spazi angusti.

I grappoli raccolti vengono messi in ceste e casse e successivamente vengono diraspati – ossia gli acini sono separati dal raspo. Dopo la diraspatura si passa alla fase della pigiatura. Dalla pigiatura delle uve si ottiene il mosto, o succo d’uva, che, dopo un certo periodo di contatto con le bucce, viene poi messo a fermentare. Terminata la fermentazione, il vino viene sottoposto a travasi e filtrazioni, poi rifermentato e invecchiato.

Ogni fase è fatta di scelte, agronomiche o enologiche, e di tempi – si va da pochi mesi a molti anni – che determinano lo stile e il carattere del vino. Che comincia, il giorno stesso in cui inizia la vendemmia.